16 agosto 2002: Arrivo a Caracas
Arrivati nel pomeriggio all’ aeroporto Maiquetìa di Caracas non noto una
grande differenza dal 1996, anzi l’ondata di calore mista a umidità mi porta
indietro di 6 anni.
Cambiamo un po’ di soldi al mercato nero da uno dei tanti personaggi che ti
si avvicinano per vari motivi, taxi, tours e appunto cambio di contanti ad
un prezzo molto più vantaggioso che alle case di cambio, dopo di che ci
avviamo a Caracas.
Durante il percorso dall’aeroporto alla capitale (circa 30 minuti) lo
scenario è veramente agghiacciante, migliaia e migliaia di mattoni uno sopra
l’altro, che dalla cima delle colline fino alle strade principali, si
accavallano tipo “tetris“ a formare delle abitazioni, se così si possono
chiamare, che col calar del sole, man mano che si accendono le luci, assume
le sembianze di un grande albero di Natale.

17 agosto 2002: Caracas – Ciudad Bolivar
Partiamo di buon ora con un taxi per raggiungere il terminal dei Bus con
destinazione Ciudad Bolivar e, come spiega le guida della Lonely Planet,
tutto qui cambia anche da un giorno all’altro ed è possibile che il terminal
di partenza non sia più lo stesso dell’anno precedente; difatti lo troviamo
al II° tentativo.
Dopo 9 ore e 591 Km tra paesaggi meravigliosi arriviamo a Ciudad Bolivar
durante la festa dell’Orinoco in concomitanza con la comparsa del pesce
Sapoara nel fiume, dove ci viene vivamente sconsigliato di prenderVi parte
in quanto il livello tossico ed alcolico per le strade ed in gran parte dei
locali, non garantisce la nostra incolumità.
Pernottiamo all’hotel Colonial, niente di particolare anzi le stanze sono un
po’ anguste, , ma almeno è sicuro.

18 agosto 2002: Ciudad Bolivar – Canaima
La mattina seguente fissiamo direttamente dall’albergo il pacchetto per
Canaima e ci avviamo all’aeroporto.
Ci imbarchiamo e dopo poco più di un’ora atterriamo nel parco nazionale di
Canaima. Cioè 2 capanne e la pista di atterraggio, tutto intorno solo
natura.
Lasciamo gli zaini grandi al vicino accampamento e ne prepariamo uno più
piccolo per un’escursione di 2 giorni e 2 notti alla volta del Salto Angel.
Mentre aspettiamo che il gruppo sia al completo ci gustiamo la “Laguna di
Canaima”, 5 minuti a piedi dall’accampamento, dove il Rio Carao forma una
serie di cascate rese ancora più meravigliose grazie alla grande quantità di
acqua dovuta al periodo delle piogge.
L’acqua della laguna è di un colore strano simile alla coca cola, come anche
gli indio del posto la definiscono, cosa che non ci frena dal fare un bel
tuffo.

Poco dopo partiamo con un paio di lance (imbarcazioni a motore) verso la
prima tappa, “Salto el Sapo”, una maestosa cascata che attraversiamo a piedi
tramite un passaggio tra roccia e cascata, è consigliato un costume perché
il passaggio è stretto e ci si bagna sicuramente, e perché una volta sbucati
dal lato opposto c’è la possibilità di fare il bagno…..meraviglioso e
inquietante al tempo stesso.
Dopo una mezz’oretta circa facciamo il percorso al contrario e prendiamo
nuovamente la lancia che ci porterà al primo accampamento al lato del fiume
Caronì.
L’accampamento è molto spartano e a parte il tetto è completamente
all’aperto; i letti sono delle amache una di fianco all’altra, non si dorme
male ma vi consiglio è di portarvi un sacco a pelo che risulterà comodo
anche durante gli spostamenti con gli autobus dove l’aria condizionata la fa
da padrona.

La mattina seguente ci svegliamo molto presto e dopo una discreta colazione
eccoci di nuovo sulla lancia alla volta del Salto Angel.
Dopo un paio d’ore di lancia tra i meravigliose Tepuis (catene di altipiani
senza cima paragonabili a grossi panettoni che seguono tutto il percorso del
fiume) ci fermiamo per proseguire a piedi, un’ora e mezzo circa in salita,
abbastanza faticosa non tanto per la vegetazione o la ripidezza ma quanto
per l’umidità che rende difficoltosa la respirazione e per i mosquito che
sembra non temano neanche l’autan (qui infatti consigliano di usare l’olio
baby Johnson assieme all’autan).
Una volta arrivati al Mirador, punto sporgente sul vuoto dal quale si vede
per la prima volta l’altissimo Salto Angel, si dimentica tutta la strada
fatta, il paesaggio è indescrivibile e la cascata mozzafiato.
Se avete la fortuna che non è piovuto troppo c’è la possibilità di arrivare
fin sotto alla cascata dove la si può ammirare in tutta la sua altezza 970
mt di salto e magari fare un bagno.
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Al rientro prima di riprendere la lancia ci azzardiamo in un bagno nel fiume
che, a parte un po’ di corrente ed il colore rossastro dell’acqua donatole
dal tannino che secernono alcune piante in riva al fiume, è veramente
tonificante.
Quindi riprendiamo la lancia e ormai a sera ci fermiamo all’accampamento
della giorno precedente per l’ultima notte sulle amache in riva al fiume.
La mattina seguente torniamo a Canaima dove ci attardiamo di proposito nel
prendere l’aereo che ci riporterà a Ciudad Bolivar, in quanto là, abbiamo il
Pullman per la destinazione successiva molto tardi.
20 Agosto 2002: Ciudad Bolivar – Puerto Ayacucho
Partiamo dopo cena dal terminal dei Bus di Ciudad Bolivar dove ci attendono
circa 12 ore di viaggio.
Arriviamo a Puerto Ayacucho alle 7.00 di mattina e dal terminal prendiamo un
taxi che ci porta alla “Residencia International”, pulita e carina.
Approfittiamo subito della lavanderia al lato della posada dopo di ché ci
avviamo a piedi alla Coyote Expediciones per organizzare un tour di 3 giorni
a sud-est di Ayacucho lungo i fiumi Autana e Cuao.

22 agosto 2002: Escursione in Amazzonia
Mario e il Capitano (come noi lo chiamavamo perché il nome era impossibile
da pronunciare) ci aspettano davanti all’ufficio dell’agenzia e, assieme ad
altri tre ragazzi partiamo con una jeep per andare verso il fiume ad
imbarcarci.
Una bevuta rinfrescante e poi via tutti sulla lancia.
Anche qui come a Canaima il paesaggio è molto bello, ma purtroppo non
riusciamo a vedere animali in quanto trovandoci nel periodo delle piogge è
molto difficile che questi abbiano necessità di lasciare i lori ripari per
abbeverarsi in quanto c’è acqua ovunque.
La cosa che mi rimane impressa di questa escursione sono soprattutto i due
accampamenti in mezzo all’Amazzonia in cui ti senti veramente piccolo ed
indifeso, e la nostra guida Mario, che pur avendo solo 23 anni è molto
esperto delle zone ed un ottimo cuoco.
Durante l’escursione incontriamo anche un fatiscente sciamano con sandali e
t-shirt Diadora….lascio a voi le considerazioni.

24 agosto 2002: Puerto Ayacucho - Puerto Colombia
La prossima destinazione è Puerto Colombia a pochi chilometri da Choronì
sulla costa nord del Venezuela ad Ovest di Caracas.
Il nostro mezzo di trasporto è sempre il bus e per raggiungere la
destinazione passiamo varie località, Fernando de Apure, Valencia, Maracay
(dove cambiamo il bus per Choronì) e poi finalmente Puerto Colombia.
Dopo diverse ore di bus troviamo alloggio alla prima posada che troviamo
proprio di fronte al terminal dei bus.
La posada Tom Carel è molto accogliente e pulita ed il prezzo è nella media
del viaggio.
Dopo una settimana di fatiche tra trekking e accampamenti ci godiamo la
fantastica Playa Grande di Puerto Colombia bellissima come lo scenario che
la circonda (il posto durante i week end è frequentato anche dai venezuelani
perché bello e soprattutto economico).
L’unica nota negativa di Puerto Colombia è la posizione che ne penalizza il
raggiungimento difatti, essendo questo alla base di una catena montuosa, il
viaggio in bus è tremendo e vi consiglio di non mangiare prima di
partire!!!!!

27 agosto 2002: Puerto Colombia – Tucacas
Ripartiamo per il Parco Nazionale di Morrocoy una striscia di costa
punteggiata da isole, isolotti e banchi corallini, ma questa volta come
mezzo di trasporto usiamo il taxi (se si viaggia in quattro persone e se si
contratta il prezzo, vedrete che il costo finale è poco superiore a quello
del bus, ma si guadagna in comodità).
Punto di arrivo Tucacas (anche se consiglio Chiciriviche), dove inizialmente
alloggiamo in un grande hotel talmente tetro ed impersonale di cui non
ricordo il nome, quindi ci spostiamo alla più accogliente Posada de Carlos
riconoscibile solo dalla scritta sulla porta “Si hay habitacion”.
Passiamo tre giorni meravigliosi tra atolli ancora incontaminati, facendo
snorkelling e riposandosi al sole ogni giorno su un isolotto differente.
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30 agosto 2002 : Tucacas – Los Roques
Anche questa volta prendiamo un taxi che ci condurrà fino all’aeroporto
Maiquetìa.
Le partenze per le Isole si trovano a fianco dell’aeroporto Nazionale che
raggiungiamo a piedi dove verso le 5 di pomeriggio prendiamo l’ultimo volo
per Los Roques.
45 minuti circa di volo sul mare aperto e atterriamo a Gran Roque nel
fantastico arcipelago Venezuelano che a mio parere non ha niente a che
invidiare alle Maldive, anzi direi che è meno finto, nessun villaggio o
sorta di costruzione alberghiera.
Da quando sono stato qui la prima volta nel 1996 l’unica cosa che trovo
veramente cambiata è il numero delle Posadas che da 7 sono diventate
un’ottantina, per il resto è il solito paradiso naturale, infatti il tempo
qua sembra essersi fermato a tanti anni fa….qui inizia e finisce il mondo!!!
Gran Roque è l’isola più grande dell’arcipelago abitata da un migliaio di
persone tra isolani e gestori delle posadas, non ci sono auto, c’è sabbia
quasi da per tutto e le costruzioni (posadas, ristoranti e bar) sono dipinte
di colori pastello.

Alloggiamo da Gregorio alla posada Gremary una tra le più economiche e visto
che qui i prezzi sono davvero alti per la media Nazionale, se viaggiate al
risparmio ve la consiglio vivamente.
Ognuna delle mattine che passiamo a Los Roques ci facciamo accompagnare su
di un isolotto differente dove una volta sistemati con ombrellone e frigo
con le bibite ed cibo per tutto il giorno, fissiamo l’orario al quale ci
dovranno venire a recuperare, semplicemente meraviglioso.
Questo arcipelago ancora incontaminato non può che restare impresso nel
cuore e nella mente delle persone che per un motivo o per un’altro ci
capitano ed accetto qualsiasi scommessa che almeno per un istante ad ognuna
di queste persone è balenata l’idea di venirci a vivere….è capitato anche a
me…fatemi sapere che effetto ha fatto a voi!!!
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Buon viaggio
3 settembre 2002: Los Roques – Caracas – Bologna
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